🪙 Bitcoin non è una SPA

«Gli hodler vogliono un Bitcoin SPA: tutti azionisti di Bitcoin, ma la maggioranza la prendono già gli altri.»
Gianluca Fioravanti

Questa frase, tanto semplice quanto tagliente, mette a nudo una contraddizione profonda che attraversa oggi l’ecosistema Bitcoin.

Bitcoin nasce come strumento di libertà, ma rischia di essere ridotto a azione finanziaria.
Un titolo da detenere.
Un asset da accumulare.
Un trofeo da custodire.

E come ogni SPA che si rispetti, anche qui — se il gioco è solo detenerela maggioranza finisce inevitabilmente nelle mani di chi ha già più capitale.


📈 Tutti azionisti, nessun sovrano

Se tutti compriamo Bitcoin ma nessuno lo usa, il risultato è paradossale:

BlackRock non ha bisogno di “controllare Bitcoin”.
Le basta detenerne più degli altri, in un sistema dove l’uso reale è marginale.

In questo scenario:


🔓 Il vero vantaggio di Bitcoin: usarlo

La verità, spesso scomoda, è questa:

Il vantaggio di Bitcoin non è nel possederlo, ma nel usarlo.

Quando Bitcoin viene utilizzato:

Due persone possono:

Niente banche.
Niente piattaforme.
Niente terze parti obbligatorie.

Solo codice, volontà e responsabilità.


🤝 Pagare in satoshi è un atto politico

Pagare un servizio in Bitcoin non è solo una scelta tecnica.
È un atto culturale e politico.

Significa:

È economia senza permessi.


🔥 Detenere ricchezza ≠ Redistribuire potere

Qui sta il nodo centrale.

Se Bitcoin resta chiuso nei wallet:

Se Bitcoin circola:


🌱 Così si fa la rivoluzione

Non con l’attesa.
Non con l’accumulo infinito.
Non con l’adorazione del prezzo.

Ma con l’uso quotidiano.
Con piccoli scambi.
Con fiducia diretta tra individui.

Bitcoin non è una SPA.
Non è un ETF.
Non è un’azione da cassaforte.

È uno strumento di libertà.
E la libertà esiste solo quando viene esercitata.